| Bisogna sempre contarsi, prima di partire! |
| di Mariella Messina |
Quella mattina cominciò diversamente dal solito. Mi svegliai presto in silenzio immobile, così come immobili erano tutti quegli alberi che riuscivo a vedere solo se mi acquattavo con la testa di lato. Anche Alessandro era già sveglio e si dava da fare per preparare la partenza. Già, un viaggio mai fatto da me, condizionato dalla natura nei confronti della quale ci si può solo adattare. Ero un po' trepidante e dentro di me a momenti mi chiedevo se ce l'avrei mai fatta a stare bene durante un viaggio simile e immediatamente dopo mi dicevo che era meglio non pensarci ora, ma solo sul momento. Questi due pensieri convivono ancora in me per ora senza conflitto. Stavamo aspettando Franco che era andato a prendere il pane fresco per il nostro viaggio quando, diversamente dal solito, decido di scendere. Avviso Alessandro che annuisce senza peraltro distogliere lo sguardo da ciò che stava facendo e scendo. Sulla strada del ritorno mi guardo in giro un po' emozionata, pensando a ciò che mi aspetta. Mi immagino sola, di notte, un po' tremante nel freddo e nel vento. Ma ero ancora li, tutto e tutti dormivano. Alzo lo sguardo cercando i miei punti di riferimento per trovare subito il posto barca: lo spoiler e il generatore a vento. Non li vedo subito e camminando via via più incerta comincio a scrutare riconoscendo con certezza il posto giusto. È vuoto. È un desolato spazio vuoto davanti al quale sono rimasta senza parole e per un istante senza pensieri. Immediatamente dopo i pensieri mi si affollano, nello stesso momento cercavo di fare delle ipotesi plausibili che spiegassero quel vuoto e delle considerazioni sul mio misero stato. Col passare dei minuti mi resi conto che nessuna ipotesi o tutte potevano spiegare un unico fatto: ero stata lasciata a terra! Corfù, Marina Gouvia 02/09/06 P.S. nota di Alessandro In effetti quando Franco rientra con il pane (si sa in Grecia i negozi non sono puntuali), siamo pronti per partire. Abbiamo già un'ora di ritardo sulla tabella di marcia. Metto in moto, lasciamo l'ormeggio, in baia ci fermiamo a issare il pram in coperta, usciamo dal canale e ci mettiamo in rotta verso NE. Né io né Franco immaginiamo niente, è una bella mattina e saremmo potuti arrivare a Merlera senza accorgerci di nulla (si sa gli uomini!). Dopo una buona mezz'ora mia figlia Linda chiede dove è Mariella. Rispondo: "Sarà in gabinetto!". Linda controlla…… Mariella ha solo omesso di dire una cosa per cortesia . Quando mi ha avvertito che usciva e io non ho sentito ero impegnato a giocare al PC una mano a spider! |