| Note di viaggio: Les Sables d'Olonne - maggio 2005 |
| di Alessandro Sporeni | La Ruota del tempo gira. Questo viaggio è iniziato molto tempo fa, circa 30 anni.
Ora ne ho quasi 50. Mario Solero, mio cugino, mi ha portato in barca le prime volte quando avevo 20 anni. Lui con una storia di alpinista alle spalle era anche un grandissimo appassionato di mare, come spesso accade. Certe persone hanno bisogno di avere orizzonti davanti al proprio naso, il gusto della sfida e la consapevolezza dei propri limiti. Ora sono qui a Les Sable d'Olonne a finire di armare e di preparare una barca. È una barca da crociera in alluminio a deriva mobile. Undici tonnellate, ampi spazi da vivere, il massimo che mi ero immaginato quando è iniziata questa passione. Una barca sicura, affidabile, per girare il mondo, per fare "Il giro del mondo". Questo sogno è stato inseguito a lungo. Ma le barche sono solo barche, sono il mezzo non il fine. In mezzo c'è tanto lavoro, preparazione, passione e … amici! In effetti la barca è di proprietà di diverse persone, sono una dozzina oltre al sottoscrittole persone che a titolo diverso hanno voluto condividere questo progetto, partecipare a questo sogno. Una dozzina di famiglie coinvolte in questo progetto sono proprio tante persone. Altri hanno inventato la multiproprietà sulle barche e hanno fatto conferenze stampa. Io è da molti anni che navigo così! Mentre costituire società sul possesso delle barche è a detta di tutti una cosa "impossibile", io invece mi trovo gratificato due volte: dal navigare su una bella barca che da solo non mi sarei potuto permettere e dal riuscire a fare cose che la maggiore parte delle persone non riesce a fare. E cosa sono le barche senza persone? Quanti giri del mondo progettati, sognati e poi naufragati di fronte al banale : "E adesso con chi vado a Gibilterra? O alle Canarie?" Quanti progetti naufragati perché l'amico o l'amica del cuore, tanto appassionati, poi si scopre soffrono il mal di mare. In mezzo al mare volevo dire, non nel golfo dove abbiamo navigato tante volte insieme! Ora sono qui, 3500 miglia davanti alla prua per tornare a casa. L'Oceano qui fuori. Nomi importanti letti non so quante volte sui libri : Biscaglia, Finisterre, la Bretagna, Gibilterra, le escursioni di marea e le burrasche che hanno ghermito barche e marinai veri, non dilettanti come noi e come me! La storia della marineria è tutta qui fuori, basta uscire con la barca dal marina. Gli amici stavo dicendo, che hanno creduto in questo progetto, che sopportano lo skipper (il sottoscritto) e con cui assaporo le navigazioni, condividendone gli onori e gli oneri. Sono loro il vero motore di questo progetto. Subiscono le mie intemperanze e apprezzano le mie qualità. Tutta gente in gamba, alpinisti, volatori, subacquei, ciclisti, appassionati, sognatori. Sono loro che in effetti portano la barca. Persone di valore con cui andrei in capo al mondo! Persone senza le quali non esisterebbe questo progetto. Perché, diciamoci la verità: che senso ha fare una cosa bella in solitudine, senza poterla dividere con altre persone? Così è l'andare in barca, che già di suo tende a isolare, a essere un mondo a parte, anche quando siamo in porto, anche quando siamo in baia. Forse è la stessa cosa anche nella vita, la casa, il condominio, il lavoro: viviamo anni senza scambiare parola con il nostro vicino. Ma la barca è una scelta non una necessità. Di più, il viaggio in barca è un sogno condiviso da un insieme di persone. E allora perché non impegnarci al massimo perché questo diventi veramente un momento appagante e piacevole? Tutti sono indispensabili. Tutti si devono impegnare al massimo. Domani partiamo (tempo permettendo, chi lo può dire?). Siamo fortunati, abbiamo ancora molti Oceani da navigare davanti alla nostra prua. |