Ci siamo lasciati dietro l'Italia ...

di Alessandro Sporeni
Ci siamo lasciati dietro l'Italia. L'Italia della gente che vive quotidianamente e che ci appare proprio per questo familiare. L'Italia dei giornali e delle notizie che non spiegano nulla.
L'Italia delle contraddizioni, della politica che non decide, l'Italia dove tutti hanno sempre ragione soprattutto i furbi, l'Italia dei compromessi che, se andavano bene 30 anni fa, ormai scontentano tutti.
L'Italia declassata ogni anno in tecnologia e ricchezza, l'Italia che non va avanti.
L'Italia dove si sta sempre più stretti, sempre più di fretta, sempre più veloci.
Non si può non uscire dall'Italia e non rendersi conto di come appare oggi il mondo che ci circonda, di quali cambiamenti rapidi sono in atto anche nelle nazioni che ci sono vicine, nazioni che magari fino a pochi anni fa consideravamo con supponenza.

Non mi allargo troppo, cerco di parlare di quello che vedo e che tocco con mano:
* Vieste: un porticciolo completato e mai aperto, mi dicono da 10 anni. Mi chiedo quanto sarà costato.
* Trani, una volta era famoso per ospitalità e convenienza. Oggi ha tariffe più care della media europea, ma non offre nemmeno i servizi basilari.
*Reggio Calabria; credo di essere stato a Reggio la prima volta in barca una ventina di anni fa. Una volta c'era il porticciolo gestito dalla Lega Navale che era all'epoca più che dignitoso. Oggi è gestito da privati. Prezzi elevatissimi per posti inesistenti, servizi inesistenti, la fogna vicino al distributore che scarica direttamente sotto la barca, una risacca intollerabile con il bel tempo. Una passeggiata per andare in centro tra l'immondizia. In venti anni non è cambiato nulla. Anzi il degrado dell'area portuale appare oggi ancor più intollerabile.

In Sardegna ci fermiamo una notte in baia prima di continuare alla volta delle Baleari. Avremmo dovuto pagare una tassa? Siamo ancorati entro i 500 metri dalla spiaggia, siamo in regola? E se fossimo scesi a terra con il tender, lo avremmo potuto lasciare in spiaggia? La normativa è inestricabile, siamo le vittime designate dell'abuso dell'autorità di turno.

Il diporto in Spagna in questi anni ha fatto invece passi da gigante, me ne ero gia reso conto durante passate crociere.
Marina moderni ed efficienti a prezzi nella media europea, ospitalità e cortesia:
* Menorca a Port Mahon, uno splendido porto naturale in mezzo al Mediterraneo. Oltre al marina e ai posti in banchina, a isole galleggianti predisposte per l'ormeggio lontane dal rumore e dalla confusione, il lungo fiordo è disseminato di corpi morti. Ne troviamo uno libero e ci ormeggiamo. Poco dopo arriva un gommone con a bordo personale del porto che gentilissimi ci spiegano i servizi offerti e incassano la tariffa. Una notte sedici Euro. Bravi! La vista sul paese è magnifica, il corpo morto da la sicurezza e tranquillità per l'ormeggio, i rumori dalla strada arrivano attutiti. Un pontiletto è riservato per l'attracco dei tender di quelli che sono ormeggiati in baia per scendere a terra. Andiamo a fare la doccia alla sede dell'autorità portuale, prendiamo i soldi. Pensiamo che con questo prezzo almeno le docce siano a parte. Errato, sono comprese nel prezzo. Un pontile galleggiante è adibito solo per chi vuole fare rifornimento d'acqua, c'è un distributore automatico, si inserisce una moneta da 50 centesimi che corrisponde a una certa quantità di acqua, francamente non so quanta. Vi posso dire che chi ho visto fare rifornimento, spesso finiva per lavare anche la barca. Quello che intendo per "civiltà del navigare"!

Non vedo perché queste soluzioni non siano replicabili anche in Italia. Penso a Venezia e alla sua laguna, lo spazio certo non manca. Ma anche a porti come Brindisi e altri ancora si presterebbero a queste soluzioni "amiche del diportista".

* Palma di Mallorca per un cambio equipaggio, ci fermeremo qualche giorno. Troveremo posto? All'interno del porto un gommone di un marina che è pieno, il Real Club Nautico, ci fornisce il numero del canale per chiamare un marina che dovrebbe avere dei posti liberi, il Marina Port de Mallorca. OK, c'è posto e ci avviciniamo per l'attracco. Ci appare un marina piuttosto esclusivo. Non si contano le barche di 30 metri e oltre. Ormeggiamo vicino a Alfa Romeo, tanto per capirsi. Uffici, bagni, tutto nuovissimo ed elegante, un posto da veri VIP.
Riusciremo a spendere 70 Euro a notte, poco di più che a Reggio Calabria, in un contesto evidentemente del tutto diverso.
Splendida Palma, antico e moderno sapientemente fusi, viali alberati, piste ciclabili, il centro storico, ma soprattutto pulizia ovunque. Non c'è veramente una carta per terra, non so come fanno ma certamente hanno capito che cosa i turisti vogliono. E in effetti tutta la zona portuale di Palma ospita un numero incredibile di barche, i marina al suo interno ormai non si contano e sono convinto che se avessimo cercato un po', saremmo riusciti anche a trovare un posto barca a un prezzo più conveniente.

* Aguadulce, Adra, Motril, ovunque lo stesso trattamento, prezzi compresi tra 30 e 40 Euro.
Solo a Benalmadena abbiamo speso 70 Euro, ma c'era una festa paesana quella sera, il marina era pieno ed era libero solo un posto per una barca da 30 metri dove ci siamo infilati con una certa facilità. In compenso abbiamo potuto assistere alla processione della Madonna in prima fila dal pozzetto della nostra barca. Sulla Spagna potrei continuare con i treni, i generatori eolici, le strade, etc.etc.

*Gibilterra : troviamo posto al Queensway Quay Marina in posizione assolutamente centrale. Anche qui ospitalità e cortesia, riusciamo a spendere meno di 30 Euro. Potrei continuare ma non ne faccio un problema solo di costi.
All'estero i rapporti con le autorità che ho avuto io in numerosi anni di crociere sono stati sempre cordiali, non posso dire altrettanto in Italia. Ma soprattutto nessuno ti rompe le scatole per niente.
In Corsica, Grecia, Turchia, Spagna, Carabi, posso finalmente ancorare in baia e scendere a terra con il tender con il mio piccolo motore a velocità comunque di sicurezza senza farmi urlare dalla spiaggia dalla folla innervosita che non distingue un offshore in planata da un canottino di 2,20 metri a due nodi di velocità. Anche se uso i remi rischio di darli in testa a qualcuno! E posso lasciare il canotto in spiaggia, cosa che non posso fare più in diverse zone della Sardegna .

A tal proposito diversi anni fa a Lavezzi in Corsica ho assistito a una scena proprio curiosa.
La baia è affollata di barche. Si ancora in mezzo alla baia un barcone di quelli che portano in giro i turisti per le gite giornaliere battente bandiera evidentemente francese. Inizia a sbarcare i turisti in spiaggia facendo la spola con un gommone a motore e utilizzando lo stesso fino in spiaggia a velocità ridottissima. Passa vicino a dei bagnanti e da una barca vicina un Italiano da una pilotina gli urla degli improperi perché sta procedendo a motore. Il pilota del gommone, che non era un ragazzo e che io immagino essere Corso lo ignora. Altro giro altra scena simile, l'Italiano alza la voce e urla forte frasi sconnesse e offensive. Il signore finisce di sbarcare le persone, si avvicina alla pilotina e senza dire niente prende il remo in mano e lo da in testa al vociante. Volano portacenere, sceneggiata dell'Italiano trattenuto dalle sue donne, che lo ammazzava etc. etc.etc. Il Corso se ne va sempre senza proferire parola.

Che considerazioni si possono fare? L'Italiano era a conoscenza della normativa francese in materia? E se si, era opportuno quale ospite in terra straniera cercare di attaccare briga con un padrone di casa che stava svolgendo il suo lavoro? La pilotina peraltro era ancorata praticamente in spiaggia, era in regola? I controlli all'estero sono praticamente inesistenti, probabilmente vige un altro criterio di responsabilità individuale. Io non ti controllo, ma se sbagli poi paghi…veramente! Le nostre autorità non sono altro che l'immagine riflessa degli Italiani. In peggio.

Sono stufo di essere vessato, taglieggiato, trattato come delinquente, di norme contraddittorie e incomprensibili, di legislatori inefficaci, di autorità prepotenti.

Io per conto mio ho deciso, d'ora in poi con la barca solo all'estero!


 
Alessandro Sporeni
 
Spagna, Agosto 2007